Host 2013 – Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale

Qualche giorno fa ho potuto visitare Host 2013, il Salone internazionale dell’Ospitalità Professionale che si tiene presso FieraMilano e che si è chiuso ieri con numeri da record: 1.600 espositori, suddivisi in 12 padiglioni, per un totale di 100.000mq di superficie. Workshop, seminari, degustazioni, cooking show, mostre, per un pubblico di professionisti del settore provenienti da tutto il mondo.

Il mio obiettivo era, come sempre, valutare lo stato delle proposte gluten free disponibili sul mercato.

Host 2013 Stand Galletti snc

Appena arrivata a Host 2013 mi sono immediatamente diretta verso i padiglioni dedicati a caffè, pasticceria e gelateria. Host è un’esposizione prettamente indirizzata agli operatori del comparto hospitality; questo Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale, leader mondiale nel settore Ho.Re.Ca. e Retail, è un punto di riferimento per tutti coloro che operano in questo campo. Sapevo che avrei trovato pochi prodotti destinati al consumatore finale. Non mi aspettavo nulla di diverso, ma ero partita fiduciosa.

Se ricordate, a Tuttofood 2013 vi avevo raccontato di una miriade di novità che facevano ben presagire una maggiore disposizione d’animo di ristoratori ed esercenti verso l’alimentazione senza glutine. A Host 2013 ho potuto vedere macchinari, arredi e, in generale, l’anello più a monte della filiera produttiva, cioè quella fascia di produttori/fornitori che difficilmente tratta con il pubblico.

Inutile che vi menta: lo sconforto è stato grande.

Osservando con curiosità le etichette dei semilavorati per pasticceria e delle basi per gelateria mi è sorta spontanea una domanda: se questi sono un campione dei migliori produttori in circolazione (e quindi si suppone che la maggior parte dei terzisti/operatori del settore si rivolga a loro) quanto difficile è per un esercente che voglia proporre prodotti idonei agli intolleranti (glutine o altro fa poca differenza in questo caso) trovare i giusti materiali con i quali lavorare?

Lascio cadere questo spunto di riflessione per mancanza di testimonianze dirette … e poi sono qui per tirare fuori l’ottimismo in tutti noi, non per fomentare la naturale depressione “uffa-cosa-ho-fatto-di-male-per-meritarmi-questo?” che di base accomuna gli intolleranti.

Reagiamo! 😉

Seguendo il mantra “Reagisci!” ho continuato l’esplorazione di questa gigantesca fiera e, fortunatamente, ho avuto modo di riprendermi. 🙂 Subito dopo essermi imbattuta nell’ennesimo produttore di basi per gelato glutinose o non garantite, infatti, sono giunta allo stand di Gelatte che propone basi da personalizzare e/o gusti finiti di gelato biologico e senza glutine; nel caso della frutta anche senza lattosio. Una manna dal cielo.

Host 2013 stand Gelatte senza glutine

[So che tra di voi, amici lettori, ci sono anche operatori del food e pubblici esercenti … spero che questo articolo possa essere utile non solo per donare ottimismo e fiducia nel futuro della ristorazione a tutti i celiaci e gli intolleranti, ma anche per semplificare l’ardua ricerca di cui parlavo qualche riga fa.]

Felice di aver trovato semilavorati potenzialmente commestibili, mi sono spostata nei padiglioni dedicati a pane, pasta e pizza. Qui, un paio di stand riportavano sponsorizzazioni di noti marchi gluten free oppure utilizzavano mix senza glutine per le dimostrazioni ma … indovinate! Non si poteva testare nulla. Ovvio, contaminazioni ovunque.

Host 2013 Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale

In questi frangenti accadono cose (sur)reali, come questa che vado ora a raccontarvi.

Davanti ad uno stand che offriva assaggi dei prodotti preparati con farine senza glutine, si è fermata una coppia operante nel campo della ristorazione; dei due, solo l’uomo intollerante. Ovviamente erano interessati alla produzione gluten free. Molto meno ovviamente, solo la moglie ha potuto assaggiare le nuove proposte, mentre il marito celiaco è restato a guardare e ha dovuto lasciar decidere tutto a lei.

Ora, vi sembra normale che un non-celiaco decida se va bene il gusto del cibo per un celiaco? Sappiamo che l’obiettivo ultimo dei cibi senza glutine è non far rimpiangere la vecchia vita glutinosa agli intolleranti ma, abbiate pazienza, l'”assaggia-tu-che-fa-bene-a-me” è abbastanza demoralizzante. Non dite di no.

Sbocconcellando felice le deliziose polpettine di zucca al vapore (ricetta in arrivo tra qualche giorno) che mi ero portata prevedendo Caporetto, ho continuato il mio giro di Host 2013 e sono arrivata allo stand Farmo. Conoscete tutti la Farmo: fa parte delle nostre vite aglutinate da parecchio tempo e con il mix farine Fibrepan viene una squisita focaccia dolce. Inutile che vi ripeta vita, morte e miracoli di questa azienda, però vale la pena citarne i nuovi prodotti che magari ancora non conoscete. Io ammetto che qualcuno mi mancava. 😛

Ecco le novità in casa Farmo: Grissini corti Classici e al Sesamo per l’aperitivo, Crackers quadrati da scrocchiare soli o in compagnia, un nuovo formato di pasta (Rigatoni) e poi i cioccolatosissimi Dark Muffin e Dark Butter Cookies. Gnam!

Host 2013 stand Farmo senza glutine

E dopo questa scorpacciata virtuale vi racconto anche di un nuovo snack a base di sorgo e vinaccioli inventato dagli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Cremona: SOcrock. Questa barretta ha vinto il primo premio a EcoTrophelia Italia, il concorso di Federalimentare tenutosi a Parma nell’ambito del Cibus Global Forum, e ha potuto rappresentare l’Italia anche a Colonia, aggiudicandosi il terzo posto. Ho letto gli ingredienti e me ne sono innamorata: non vedo l’ora che diventi una realtà distribuita su scala nazionale!

Host 2013 SOcrock snack al sorgo bianco senza glutine

Perchè ancora non si trova, chiederete voi? Per il momento è stata isolata una sola varietà di sorgo con valori nutrizionali apprezzabili, il sorgo bianco, la cui produzione è ancora sottodimensionata perchè possa essere adoperato su larga scala. Ho avuto modo di parlarne con il gentilissimo sig. Aurelio Galletti, della Galletti s.n.c., azienda che attraverso la propria consociata internazionale ha fornito il sorgo bianco per la produzione di SOcrock; il signor Galletti mi ha prospettato un piacevole scenario futuro, dove la dieta senza glutine si arricchirà di questo nuovo cereale assolutamente perfetto anche per la produzione di birra.

Incontrare persone competenti e appassionate al proprio lavoro è sempre una gioia … ancora pochi anni e poi potremo letteralmente brindare all’arrivo del sorgo! 😉

Completo il mio racconto di una domenica ad Host 2013 FieraMilano citandovi anche tre produttori di farine senza glutine che magari non sono noti a tutti ma che hanno saputo ricavarsi un certo spazio sul mercato: Antico Molino Caputo, Dalla Giovanna e Molino Filippini.
L’Antico Molino Caputo era presente ad Host 2013 con un mix di farine senza glutine dagli ingredienti interessanti; come ho avuto modo di appurare, questo sfarinato è molto noto e apprezzato dai maestri pizzaioli.

Host 2013 Molino Caputo farina pizza senza glutine

Stesso dicasi per Dalla Giovanna che, oltre a disporre di un’ampia gamma di sfarinati acquistabili esclusivamente online, promette a breve l’arrivo sul mercato di un mix privo sia di glutine che di lattosio.

Host 2013 Stand Dalla Giovanna

Anche Molino Filippini presenta un’ampia gamma di farine senza glutine per l’industria alimentare, dalla farina di grano saraceno ai mix pronti.

Host 2013 stand Molino Filippini

E con questi ultimi produttori di farine senza glutine per gli operatori del comparto food (e non solo), siamo arrivati alla fine del mio resoconto senza glutine sul Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale Host 2013.

Un bilancio della giornata? Direi tutto sommato positivo. Ancora una volta, si tratta solo di aspettare…

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2 Comments Add yours

  1. cucinaincontroluce ha detto:

    Articolo molto interessante che mi pone dinanzi il solito quesito in merito ad una parte di mercato che viene sempre penalizzata: a prescindere dalla realtà di coloro i quali, anche nel contatto casuale con una minima percentuale di glutine, si beccano un mal di pancia e altro non accade… ma c’è anche chi, alla minima contaminazione con un ingrediente allergizzante, vanno in anafilassi mettendo la propria vita a repentaglio. Ecco, qui arrivo al punto: fossi in loro non mi fiderei più a mangiare alcunchè… ho già visto chi, per un solo seme di kiwi, ha rischiato la morte per soffocamento e, saranno pur casi estremi, ma la realtà industriale è questa. Migliorerà? Lo spero davvero tanto.
    Un abbraccio, Tatiana

    1. Alessia Piva ha detto:

      Ciao Tatiana! Purtroppo c’è tanta superficialità in giro. Avrei avuto molte altre reprimende da fare ma alla fine ho scelto di non deprimere ulteriormente chi avrebbe letto l’articolo (e me per prima). Per fortuna ci sono sempre quei “pochi ma buoni” che ci tirano su di morale 😉 Sperare aiuta sempre. 🙂
      Un abbraccio grande.

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