Pinza Veneta della Befana

La pinza veneta della Befana è un dolce dalle origini antiche che si prepara utilizzando farina di mais e frutta secca, oppure pane vecchio ammorbidito nel latte. La pinza dolce veneta somiglia molto ad altre due storiche ricette per dolci a base di pane: putana e macafame (il dialetto veneto non brilla per finezza espressiva 😀 ).

Pinza veneta della Befana senza glutine latte putana macafame polenta dolce

Si tratta di dolci della tradizione contadina veneta, poveri e rustici, che si utilizzavano un tempo per riciclare il pane vecchio e gli avanzi di frutta secca delle feste. Per spiegare l’etimologia dei nomi potremmo dire che sono impasti non lievitati, pensati per stare con tanti ingredienti diversi e placare la fame.

Vi sono molte varianti della ricetta della torta di polenta dolce. Che vogliate chiamarla pinza, putana o macafame, cambia davvero poco, soprattutto se volete preparare questo dolce con la farina di mais.
Non troverete un’unica ricetta originale perché ciascuna famiglia utilizza componenti diverse a seconda della zona di provenienza; rimane invece invariata l’idea base, che prevede di inserire diversi tipi di frutta secca in un impasto di polenta dolce o di pane ammollato nel latte.

Nel veneziano e nel vicentino si utilizza molto il pane bagnato nel latte ma, visto che il pane senza glutine costa parecchio e che molti celiaci non tollerano il latte, per questa Epifania vi voglio proporre una ricetta per la pinza veneta senza glutine latte e lievito a base di farina di mais, proprio come il dolce chiamato putana.

Ieri come oggi, infatti, la farina di mais era un ingrediente economico e facilmente reperibile e, per questo motivo, di primaria importanza nella dieta dei veneti. Oggi lo è per la dieta dei celiaci…

INGREDIENTI per 6 persone

  • 50g di Farina di Mais*
  • 1l di Latte di Soia (o altro latte vegetale gluten free. Se usate quello di riso tenete conto che il sapore della pinza sarà molto più dolce)*
  • 50g del vostro Mix per Dolci senza glutine preferito*
  • 50g di Margarina (se non avete problemi con il latte potete usare anche burro)*
  • 50g di Zucchero semolato (potete aumentare la dose di 1 cucchiaio se il vostro mix per dolci non è già dolcificato)
  • 30g di Uvetta sultanina
  • 10g di Canditi (facoltativo)*
  • 3 Fichi secchi*
  • 10g di pinoli*
  • 1 cucchiaio di Grappa
  • Semi di anice a piacere*

* Ricordate di utilizzare ingredienti certificati gluten free! Verificate che sulla confezione vi siano la scritta senza glutine o la spiga barrata AIC e che glutine/frumento/cereali non siano riportati tra gli allergeni della frutta secca. Scegliete un distillato puro, non aromatizzato.

PREPARAZIONE

Fate ammollare l’uvetta per qualche minuto in acqua tiepida, poi strizzatela e tenetela da parte.

In una ampia pentola a bordi alti portate a ebollizione 1 litro di latte vegetale e versateci dentro, poco per volta, a pioggia, le farine senza glutine setacciate con lo zucchero, sbattendo il tutto con una frusta a mano.

Cuocete per 15 minuti su fuoco molto basso, continuando a mescolare con la frusta. L’ideale sarebbe riuscire a mantenere le dosi che vi ho citato ma, se vedete che la polenta dolce tende a diventare troppo dura e a staccarsi dai bordi prima che sia trascorso il tempo di cottura, dovrete aggiungere altro liquido (significa che la fiamma è troppo alta e quindi il latte vegetale evapora troppo presto).

Trascorso il quarto d’ora di cottura, spegnete la fiamma e unite la margarina fusa, la grappa, l’uvetta, i pinoli, i canditi, i semi di anice e i fichi secchi spezzettati. Mescolate tutto in modo da ottenere un composto sufficientemente omogeneo.

Imburrate (se avete problemi con il latte utilizzate la margarina) e infarinate una teglia rettangolare adatta a contenere l’impasto allo spessore di 5cm. Se avete solo tortiere tonde (putana e macafame sono per tradizione rettangolari, ma facciamo di necessità virtù…) ve ne servirà una da 22-24cm di diametro .

Spalmate la pinza veneta per la Befana nello stampo prescelto, appiattendo l’impasto con il dorso di un cucchiaio. Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 50 minuti.

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10 Comments Add yours

  1. accantoalcamino ha detto:

    Che buona, mi aveva dato la ricetta un signore che ora non c’è più e rifarla mi fa pensare a lui 😦 I dolci cosidetti “poveri” alla fine sono i più ricchi di storia e umanità. Buon prosegumento di anno ❤

    1. Alessia Piva ha detto:

      …e i bei ricordi regalano quel “qualcosa in più” a tutte le ricette ❤
      Un felice 2015 anche a te, cara Libera!

  2. londarmonica ha detto:

    Da leccarsi i baffi. Buona, buona

  3. Elena ha detto:

    Io sono veneta, di Padova. Finora l’ho fatta con l’olio al posto della margarina e aggiungendo la farina normale solo alla fine, prima di metterla in forno. Da 2 mesi a mia figlia più piccola è stata diagnosticata la celiachia quindi sto stravolgendo tutte le ricette che finora usavo. Per la “putana” metto una manciata di mix C della schar . E se viene troppo dura aggiungo latte caldo.
    Grazie per tutte le tue buonissime ricette
    Elena

    1. Alessia Piva ha detto:

      Ciao, Elena! Anche io mi trovo molto bene con il mix C per i dolci 🙂 Non ho mai provato a fare questa ricetta con l’olio perché temevo che il dolce diventasse troppo elastico, ma visto che ti riesce bene la prossima volta proverò (non è che la margarina sia il mio ingrediente preferito…)
      Grazie a te della visita e un abbraccio grande alla tua bambina!

  4. cucinaincontroluce ha detto:

    Io l’ho sempre fatta con il pane ammollato nel latte e l’uva passa e, a dispetto degli ingredienti poveri, il risultato è sempre stato delizioso: un dolce umido che se non stai attento te lo divori in mezzora…. pericolosissimo…..
    Un bacione 🙂

    1. Alessia Piva ha detto:

      Vero, Tatiana! Ma poi si sa che con gli avanzi riescono sempre le ricette migliori 😉
      Bacione

  5. Sonia ha detto:

    mai fatta ma sembra proprio buonissima!! grazie per le spiegazioni tutte interessanti! buon anno carissima, un bacione

    1. Alessia Piva ha detto:

      Grazie a te, Sonia. Buon anno!!!

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