SOS: Celiaco a pranzo!

SOS: Celiaco a pranzo! Che Faccio?!

Questo è l’urlo di terrore che molti lanciano al pensiero di dover preparare un pasto senza glutine per amici celiaci. Tranquilli, vi aiuto io a trovare il menù perfetto.  😉

Cosa cucino? Come mi comporto?

Spesso, quando scoprono di avere tra i commensali una persona affetta da celiachia, le persone vanno nel panico. In effetti la questione è più complessa di quel che sembra: non si tratta solo di usare ingredienti naturalmente senza glutine ma di evitare le contaminazioni che in cucina sono dietro l’angolo e di sapersi comportare con naturalezza.

Se il celiaco in questione è un vostro amico, non ci saranno molti problemi: potrete rivolgervi a lui/lei per tutti i dubbi del caso e magari anche cucinare qualcosa insieme. Se invece si tratta di conoscenti con cui non avete particolare feeling, di figli/mogli/mariti dei colleghi di lavoro o del capoufficio invitato a casa per discutere della promozione … be’, in quel caso vi conviene leggere con attenzione le righe che seguono.

Con la dovuta accortezza e i giusti ingredienti potete cucinare quello che volete ma l’importante è cercare di non discriminare lo sfigato (affettuosamente parlando) che siede a tavola con voi.

Ricetta per celiaci. Frittelle di mele al forno senza glutine

Vi do un paio di dritte: la celiachia non è contagiosa e l’ingestione di glutine non porta allo shock anafilattico come può succedere per le allergie. Ciò non toglie che i danni dovuti all’ingestione di glutine siano seri e assolutamente da evitare! Solo perchè l’ospite non collassa istantaneamente sul pavimento non significa che le sue viscere non stiano facendo lo stesso quindi … abbiate l’accortezza di seguire alcune regole base:

  • Usate ingredienti privi di glutine e che non abbiano subito contaminazioni durante il processo di lavorazione o confezionamento. Li vedete subito perchè riportano la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione. Per esempio: carne, pesce, verdure fresche sono naturalmente senza glutine. Anche le farine di mais e riso e i legumi non hanno glutine ma spesso sono lavorati in stabilimenti che trattano anche cereali glutinosi quindi possono subire contaminazioni crociate.
  • Il glutine è una sostanza volatile e microscopica. Voi non la vedete ma il celiaco la sente. Anche troppo. Se la mangia sta davvero male, non è che se lo inventi. Qualche esempio? Potrebbe subire un rallentamento del sistema nervoso (difficoltà estrema a parlare, camminare e ovviamente guidare), potrebbe decidere di stabilirsi permanentemente nel vostro bagno mettendo a dura prova la tenuta fognaria o, ancora, potrebbe allietarvi con concerti ruttati in do minore. E, no. Non ci può fare niente. Quindi risparmiatevi il supplizio reciproco.
  • Pulite accuratamente il forno con il detergente/alcool prima di cuocere una torta senza glutine, soffermandovi specialmente sulla ventola dove le particelle di glutine si annidano; se potete, smontatela e intervenite con l’aspirapolvere prima di passare la spugna carica di tensioattivi.
  • Usate differenti posate e scolapasta per non contaminare il cibo, evitando quelli in legno che trattengono glutine nei pori. Lavate bene gli utensili e magari cucinate tutto senza glutine, così non rischiate di confondervi.
  • Mai, dico mai, mescolare con lo stesso mestolo l’acqua della pasta glutinosa e quella per celiaci. Stesso dicasi per il cucchiaio dei sughi e il coltello del pane. Vanifichereste in un attimo gli sforzi.
  • La cosa migliore che potete fare per far sentire un celiaco a proprio agio è non farlo sentire diverso. Se anche voi decidete di mangiare senza glutine non succede niente. Molti nemmeno si accorgono se spacciate la pasta di mais per quella di semola. E, vi prego, non ditemi che ripudiate una succulenta (e assolutamente aglutinata) costata di manzo con le patate. Oppure un bel mix di legumi se siete vegani … l’importante è evitare il seitan: è una pasta di glutine, quindi potenzialmente letale!!!

Sintetizzando: prestate estrema attenzione alle contaminazioni, non prendetevela se l’ospite affetto da celiachia o gluten sensitivity rifiuta la vostra digeribilissima pasta (il kamut contiene glutine!!!) e, soprattutto, non compatitelo. Non ha un male incurabile… o meglio, si, ce l’ha, ma non lo considera tale (ehi, avete presente quali sono sul serio i mali?!).

La celiachia è una malattia autoimmune. Ma se lo chiedete, la maggior parte dei celiaci vi dirà che ha un’intolleranza al glutine. Permanente quanto volete, ma sempre un’intolleranza. Di quelle che fanno stare parecchio male se si sgarra. Perché vi dice così? Perché un celiaco non si vuole sentir trattare come un condannato a morte oppure un ipocondriaco: è semplicemente uno come voi, che, se solo potesse, chiamerebbe immediatamente la pizza express e si ingozzerebbe fino a scoppiare.  😉

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Ora che abbiamo affrontato il “Come mi comporto?” passiamo al “Cosa cucino?”.

  • Di ricette è pieno il web. Potete anche usare un ricettario tradizionale, avendo cura di sostituire gli ingredienti a rischio con quelli garantiti privi di glutine. Occhio alle farine, però: se sono mix di amidi dovrete probabilmente raddoppiare o triplicare la quantità di liquidi presenti nell’impasto.
  • Se invece non avete molto tempo ma volete comunque fare una bella figura con l’amico celiaco a pranzo, vi suggerisco alcune ricette senza glutine che ho testato personalmente. Eccole qui:

CESTINI DI PARMIGIANO CON ROSE DI CRUDO E FICHI

PANE AL ROSMARINO

SPAGHETTI AL LIMONE

CEASAR SALAD LIGHT

TORTA DI MELE

  • E se l’ospite è anche vegetariano o vegano potete provare queste:

ANTIPASTO VEGETARIANO (per vegan sostituite la ricotta con formaggio spalmabile di soia)

PANINI MORBIDI

RISO INTEGRALE ALLE FRAGOLE

INSALATA SPAGNOLA

CIAMBELLONE SOFFICE

Ultima cosa importante: se vi vengono dubbi CHIEDETE! L’ospite celiaco non potrà che essere felice di chiarirveli. Altrimenti commentate qui sotto e farò il possibile per aiutarvi.  🙂

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10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Fabiola ha detto:

    Bravissima!!!! Il tuo è un blog da seguire…ahimè io sono proprio una di quelle persone che hai citato nel post e che non sa mai cosa cucinare in caso di “celiachia”!!! Grazieeeeeeeeeeeee 😉

    1. Alessia Piva ha detto:

      Grazie a te per la visita 😉

  2. Vittoria ha detto:

    Grazie mille! Io ho da poco saputo che mia figlia è celiaca quindi non conosco bene le regole, per sicurezza ho comprato un forno nuovo che uso solo per lei…che ansia la contaminazione!

    1. Alessia Piva ha detto:

      Ciao Vittoria, benvenuta! La contaminazione è davvero una scocciatura, ma un po’ alla volta si prendono le misure e fiutare il “pericolo” diventa automatico 😉 Sbagliare all’inizio è normale, ci siamo passati tutti (di solito ti frega lo scolapasta o il cucchiaio usato per mescolare la pentola vicina): l’importante è non farsi prendere dal panico. Spero che nel blog troverai tante ricettine utili per tua figlia e, per qualsiasi cosa, scrivimi senza problemi. A presto!

  3. Cristina ha detto:

    Ciao mi chiamo Cristina e abbiamo scoperto pochi mesi fa che la nostra bimba di 7 anni è celiaca volevo chiederti come comportarsi a tavola? Ora lei mangia nel suo tavolino delle principesse ma mi si stringe il cuore a vederla da sola a mangiare. Come devo fare?
    Grazie

  4. Alessia Piva ha detto:

    Ciao Cristina! Non vedo il motivo di isolare la tua piccola celiachina 🙂 basta un po’ di attenzione e potete tranquillamente sedere a tavola tutti insieme. Voi glutinosi evitate di far saltare sul piatto briciole di pane o altri frammenti di cibo contaminato e non scambiatevi posate, bicchieri e tovaglioli (regole che dovrebbero essere comunque buona norma in qualsiasi situazione). A 7 anni è perfettamente in grado di capire che non deve assaggiare il cibo dai vostri piatti, ma mangiare il suo piatto speciale. Lo stesso vale per voi: non toccate le sue pietanze con mani o utensili contaminati (l’errore più comune è mangiare con le mani il pane glutinoso, magari ben infarinato, e poi prendere tra le mani il suo per passargliene una fetta). Con queste poche e semplici accortezze il pranzo insieme diventa semplicissimo. L’importante è che la bambina non ingerisca cibi contaminati. Ricordati che, se non si mette poi le dita in bocca o manipola il suo cibo, può anche tranquillamente toccare ingredienti con glutine: la celiachia non è un’allergia, quindi vincola solo gli aspetti legati all’ingestione di glutine. Quella di tua figlia è una dieta speciale, fatta apposta per lei, per stare bene tutti i giorni e diventare una splendida ragazza. Non è e non deve essere un motivo di isolamento, ma solo uno stimolo a crescere e far crescere le persone intorno a lei con serena accortezza.
    Un abbraccio!

  5. Anna ha detto:

    Grazie per il post. Davvero ottime accortezze, specie quella sul forno. Piccoli dettagli che possono passare inosservati, ma che fanno la differenza per chi è affetto da Celiachia. Per rispondere a Cristina, concordo con te Alessia. L’educazione passa anche per gesti inconsapevoli come stare seduti a tavola, in maniera inclusiva ma nel rispetto delle diversita di ognuno.

    1. Alessia Piva ha detto:

      Grazie a te, Anna! 🙂

  6. Michela Sopracordevole ha detto:

    Ciao, 16 anni fa ho scoperto di essere una degli “sfigati”, affettuosamente parlando (in questo contesto, il termine, mi risulta divertente), e 10 anni dopo mia figlia, che all’epoca aveva 9 anni, si è aggiunta al “club”. La famiglia si è ritrovata ad essere per il 40% celiaca (la parte femminile) e il restante 60% glutinoso. All’inizio eravamo nel panico, anche perchè 16 anni fa di celiachia si parlava pochissimo, non sapevamo come comportarci, eravamo letteralmente terrorizzati dalle contaminazioni crociate, usavamo doppie stoviglie (addirittura io avevo piatto, bicchiere e posate differenti), doppio pentolame, doppi utensili da cucina, se avessimo avuto la possibilità avremmo preso anche un doppio fornello e un doppio forno; le stoviglie, pentolame e accessori utilizzati per me venivano lavati separatamente, sempre per la paura di quelle “maledette” contaminazioni crociate.
    Di uscire a cena non se ne parlava nemmeno e rifiutavamo tutti gli inviti da parte di amici e conoscenti, insomma, la celiachia era un vero incubo. Poi, fortunatamente, ho conosciuto una persona (anche lei celiaca ma da molto più tempo di me) che, come Alessia, ha ridimensionato le nostre paure facendoci capire che basta il “buon senso”. Non è necessario mettere il celiaco sotto una campana di vetro. A parte gli utensili in legno (che è meglio evitare o usare solo per il celiaco o solo per il glutinoso), piatti, bicchieri, posate e pentolame possono essere gli stessi degli altri e non serve lavarli separatamente, ci vuole solo l’accortezza di utilizzarli separatamente durante la preparazione dei cibi e la consumazione dei pasti. Dopo 16 anni di esperienza e 2 celiache in casa, ormai siamo a prova di bomba, le “maledette” contaminazioni crociate non spaventano più. Per comodità nostra, i primi piatti sono senza glutine per tutti (ormai si sono abituati anche i maschietti), farina e pane grattugiato sono rigorosamente senza glutine per cui tutte quelle preparazioni che utilizzano questi ingredienti vanno bene per tutti. L’unica importante accortezza è quella della disposizione a tavola (sia in casa che fuori), io e mia figlia sediamo vicine in modo da tenere il nostro pane tra di noi (o dalla nostra parte del tavolo) permettendo agli altri tre di consumare tranquillamente il pane glutinoso senza il rischio di contaminare il nostro.
    Chiedo scusa per aver scritto “un romanzo”, se qualcuno avesse bisogno, sarò lieta di dare il mio contributo per risolvere eventuali dubbi.
    Ringrazio Alessia per il blog, i preziosi consigli e le appetitose ricette.

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